Black Panther: Wakanda Forever | L'eredità di Chadwick Boseman

Dopo la tragica morte del Re T'Challa, il Wakanda deve affrontare un nemico dal profondo degli abissi.

Lingua originale: inglese

Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Anno: 2022

Durata: 161 min

Genere: azione, avventura, fantascienza

Regia: Ryan Coogler

Soggetto: Pantera Nera della Marvel Comics

Sceneggiatura: Ryan Coogler, Joe Robert Cole

Produttore: Kevin Feige, Nate Moore

Produttore esecutivo: Victoria Alonso, Barry Waldman, Louis D'Esposito

Casa di produzione: Marvel Studios

Distribuzione in italiano: Walt Disney Studios Motion Pictures

Fotografia: Autumn Durald

Scenografia: Hannah Beachler

Costumi: Ruth E. CarterInterpreti

Cast: Letitia Wright, Lupita Nyong'o, Danai Gurira, Winston Duke, Dominique Thorne, Florence Kasumba, Michaela Coel, Tenoch Huerta, Martina Freeman, Angela Bassett

 

Voto: 7\10


Recensione


Ryan Coogler torna a dirigere il secondo capitolo di Black Panther, a quattro anni di distanza dal primo film e solo due anni dopo la dolorosa scomparsa del suo supereroe Chadwick Boseman.

C'eravamo già passati con Heath Ledger, forse qualcuno ricorderà anche la tragica dipartita di Brandon Lee, ma mai prima di Boseman era successo che un attore protagonista, non solo di una saga, ma di un intero franchise, lasciasse prematuramente il suo ruolo.

Black Panther non è stato solo il primo supereroe dalla pelle scura, non è stato solo il primo film Marvel candidato (e vincitore) ai premi Oscar; Black Panther, come i suoi omonimi fumetti, è stato, in un preciso periodo storico, un simbolo di rivalsa e di rappresentazione. In un mondo che qualche anno fa urlava ancora per strada Black Lives Matter, Black Panther sul grande schermo è stato speranza, vittoria, orgoglio.

Ed è con questo importantissimo peso sulle spalle che il team di casa Marvel ha dovuto gettare le radici del tanto desiderato sequel, consapevole di dover portare sullo schermo una grandissima eredità, visiva, memoriale e narrativa.

Seppur con qualche ingenuità tipicamente Disney, relative alla trama e allo svolgimento, complessivamente Wakanda Forever entra nell'MCU come il prodotto più convincente di quest'ultima quarta fase: visivamente d'intrattenimento e con un'estetica curata nei dettagli, tra i costumi a metà tra i tradizionali (sia sudamericani che africani) e una visione più futuristica e tecnologica, che rappresentano un enorme punto di forza tra l'aspetto tecnico.

Non da meno sono le sempre spettacolari coreografie e stunt (seppur qualche volta abusando di slow motion) che si alternano a una sceneggiatura che finalmente non punta al comico semi demenziale ma piuttosto a un raccolto di emozioni, tra la crudeltà della vendetta, all'amore di una famiglia, al dolore di un perdita.

A rafforzare gli intenti della sceneggiatura, c'è un cast talentuoso e costellato di performance convincenti da Letitia Wright, al ritorno di Lupita Nyong'o fino alla maestosa Angela Bassett; finalmente un prodotto Marvel in grado di donare a un cast in prevalenza femminile una giusta dignità narrativa.

Oltre ad affrontare la perdita del loro Re e dell'attore principale, il Wakanda deve affrontare un nuovo nemico, che questa volta arriva direttamente degli abissi: Namor, re di una razza ibrida in grado di vivere sott'acqua e in superficie.

Più che un nemico, Namor prendere le sembianze di un vero e proprio anti-eroe, che crede di non fare altro che il bene del suo popolo, ma il desiderio di vendetta, che infetterà anche l'eroina Shuri, li rende partecipi di un gioco sottile tra bene e male, pace e guerra.

L'incontro tra il Wakanda e il popolo di Tolocan è una chiara rappresentazione delle minoranze e della loro necessità di sopravvivere, ignorate e sottovalutate delle superpotenze occidentali, un tema oggi più che mai tristemente rilevante.

Nel suo trattamento più delicato, quello della memoria e commemorazione di Chadwick Boseman, Wakanda Forever riesce a passare il più difficile dei compiti: donare, anche nella morte, rispetto e amore sia al suo personaggio che alla sua persona, senza mai eccedere in sentimentalismi ma comunque in grado di emozionare.







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