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Babylon: la bellezza dell'eccesso

Aggiornamento: 20 gen



Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Anno 2022

Durata 189 min

Regia Damien Chazelle

Sceneggiatura Damien Chazelle

Produttore Olivia Hamilton, Marc Platt, Matt Plouffe

Produttore esecutivo Michael Beugg, Helen Estabrook, Tobey Maguire, Adam Siegel

Casa di produzione Paramount Pictures, Marc Platt Productions, Material Pictures

Fotografia Linus Sandgren

Montaggio: Tom Cross

Musiche: Justin Hurwitz

Scenografia: Florencia Martin, Anthony Carlino

Cast: Margot Robbie, Diego Calva, Brad Pitt, Li Jun Li, Tobey Maguire

 

Recensione


Dopo uno dei migliori esordi alla regia dell'ultimo decennio con Guy and Madeline on a Park Bench (2009) e Whiplash (2014) e dopo aver regalato al pubblico lo spettacolare Lalaland (2016), a soli trentotto anni Damien Chezelle è sicuramente uno dei registi più promettenti della sua generazione.

Non è bastato nemmeno il tiepido First Man (2018) ad abbassare le aspettative per il suo successivo lavoro e, di fatti, l'uscita di Babylon ha portato con sè non poche voci, nel bene e nel male.

Esagerato, esplosivo, confusionario ma anche nostalgico, doloroso, drammatico, Babylon non è un film perfetto e vuole tenersi ben lontano dall'essere un prodotto facilmente apprezzabile.

Un glorioso inno agli inizi della così detta golden age hollywoodiana, in cui gli eccessi della vita mondana si sposavano con gli incassi da record nei cinema, con la nascita dei primi grandi divi e dell'inevitabile conseguenza di tutto ciò.

Chazelle rompe ogni schema e non palesa nessun'intenzione di rimetterli a posto, scrivendo e dirigendo un film che di per sè è colmo d'odio ma scritto e palesato con un amore sconfinato.



I personaggi riassumono bene i precedenti protagonisti delle pellicole chazelliane: sognatori e dispersi in un mondo lontano e quasi onirico per tempo e luogo, arricchiti questa volta di grottesco e perversione, evidenziando ancora di più il dualismo del film.

Sempre restando sulla coerenze stilistiche del regista, ritorna la collaborazione con il compositore Justin Hurwitz, grazie al quale la musica non rimane di sottofondo ma spesso prende forma e sostanza come una vera protagonista.

Tra le novità di Babylon spicca sicuramente Diego Calva, che dona al suo Manny una sfaccettatura rara e complessa; sempre bravi Margot Robbie e Brad Pitt e tremendamente inquietante invece Tobey McGuire.


I sipari si aprono e la luce si spegne, come ogni gran finale che si rispetti Babylon dona un senso alla narrazione negli ultimi minuti di scena, donando un senso di pace finalmente allo spettatore, dopo averlo lasciato sull'orlo di un precipizio per oltre tre ore di film. Hollywood svela i suoi segreti e il suo marcio e malgrado ciò rimane sempre un sogno a occhi aperti.









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